“Dorme di notte? Lo allatti dal tuo seno? È bravo?” Sono domande che vengono fatte a tutte le neo mamme, inevitabilmente! Ci siamo passate tutte e sarà così per i secoli in eterno. Per non parlare dei consigli. Non addormentarlo in braccio; fallo mangiare ogni tre ore; non farlo dormire in camera con te; forse il tuo latte non è sufficiente; non dargli il ciucco che se no si abitua.
Insomma, tutti sanno essere la mamma per tuo figlio. Ma la cosa più buffa di tutte è che non c’è persona migliore di te per essere la madre di tuo figlio. Certo, durante la gravidanza ci avrai pensato molte volte a come sarebbe stato. Ti sei concentrata su tutte le cose che hai vissuto e hai pensato che le avresti fatte vivere anche al tuo bambino. Però arrivati al momento fatidico, ogni giorno è diverso e con delle sfide diverse. E le tue aspettative su te stessa vanno in fumo.

In ogni blog, articolo o video le persone ti dicono che se si strofina gli occhi ha sonno, se avvicina le mani alla bocca ha fame, se piange in modo inconsolabile ha le coliche. Ti dicono che il tuo sesto senso ti farà capire e risolvere le necessità di tuo figlio. Per certi versi è vero, capita di “sentirsi” che ha sonno, ha fame o ha i doloretti alla pancia solo guardandolo. Ma la verità è che quando ti darà tutti questi segnali insieme, non ci saranno i manuali a spiegarti quello che ha. Perchè tuo figlio è unico, e di conseguenza diverso dal “di solito”. Dopo aver provato ad allattarlo senza successo, dopo aver tentato di farlo addormentare nonostante il suo pianto fosse più forte delle tue ninne nanne, dopo avergli dato il medicinale suggerito dal pediatra invano. Ecco, dopo averle provate tutte senza risolvere il problema, allora lì non c’è sesto senso o istruzioni che reggano. Sei tu con tuo figlio disperato fra le tue braccia. In una crisi di pianto che coinvolge anche te. Sì, perchè in quel momento ti vengono in mente tutti i dubbi del mondo. “Non sono in grado di fare la madre. Non capisco mio figlio. Guarda che pessima madre che sono, lo sto facendo soffrire. Non ce la faccio. Forse il mio latte non è buono. Forse non è abbastanza per saziarlo. Non riesco ad attaccarlo bene al seno. Non riesco a farlo dormire e quindi starà male per colpa mia.“
Questo è quello che accade veramente quando si diventa neo mamma. Ci sono giorni meravigliosi, in cui tutto è bellissimo: il bambino mangia a sazietà, dorme come un angioletto, gioca ed è sereno. Altri invece in cui il mondo sembra crollarti addosso e che ti riempiono di frustrazione. Beh è proprio in quei giorni che bisogna fermarsi e resettare la mente. A volte, invece di leggere mille opuscoli o consigli la cosa migliore è fermarsi.
Fermarsi ad osservare. I segnali, gli occhi, le lacrime, le labbra, ascoltare. E poi ripartire da lì, ripartire da quell’esserino forte e fragile allo stesso tempo. Perchè una creatura così piccola non ti spieghi da dove prenda tutta quella voce. Quel piccolo bimbo è nato da te, è parte di te. Questo attimo è la soluzione alla difficoltà del momento. Osservare gli occhi che sono gli stessi del padre, le labbra che sembrano dipinte da Michelangelo, le manine morbide come il cashmere. Tutto questo creerà in te una consapevolezza: quella di essere diventata madre! In questo momento hai fatto un passo gigante nella tua vita. Non tanto il parto, non tanto lo scoprire di essere incinta, ma quel momento in cui non sai più cosa fare e allo stesso tempo fai qualcosa. E quel qualcosa risolve la crisi: quello sguardo profondo e quell’abbraccio a tuo figlio calma tutte le cose. Lui si sente al sicuro fra le tue braccia ferme e accoglienti. Calde e sicure. È proprio ora che diventi madre. Si crea fra di voi una sintonia molto forte, siete in simbiosi proprio come quando lo portavi nel tuo grembo.

Allora non è tanto importante quello che dice la gente, i consigli o le domande per mettere in dubbio le tue capacità di madre. Ma quello che conta è che tuo figlio cerca te alla fine: quando ha fame, quando è stanco e vuole essere consolato. Cerca le tue braccia che non sono le braccia di chiunque, sono quelle della sua mamma. Che sei tu! Non qualcun altro. E quindi, come dicevo inizialmente, non c’è persona migliore di te per essere la madre di tuo figlio!